Stando alle elaborazioni Nomisma, presentate in un convegno nella sede romana di Confagricoltura, la coltivazione di mais ogm ha raggiunto in Europa i 110 mila ettari con un aumento del 60% rispetto i 68 mila ettari del 2006
Secondo un recente rapporto Nomisma, presentato il 25 gennaio nella sede romana di Confagricoltura, i campi ogm in Europa hanno raggiunto i 110 mila ettari. E' il 60% in più del 2006, quando gli ettari erano 68 mila. Il paese europeo con il maggior numero di ettari coltivati a Ogm è la Spagna con 75 mila, seguita dalla Francia con 25.000, dal Portogallo con 4.500 ettari, la Repubblica Ceca con 3.000 ettari, la Germania con 2.000 ettari, la Polonia con 300 ettari e Slovacchia e Romania rispettivamente con 30 ettari. In Italia non si possono coltivare mentre nell'Unione europea è ammessa la coltivazione di un solo Mais ogm, il Mon810. E' ammessa però la commercializzazione di 13 varietà.
Ecco dunque che il confronto è aperto a colpi di numeri e dati. 'Ogm ed approvvigionamento di mais nel medio periodo: criticità e opportunità del caso italiano' è stato questo il tema del convegno che si è tenuto a Palazzo della Valle il 25 gennaio. Un'occasione per presentare il rapporto Nomisma e lo studio che ha indagato la possibile evoluzione della domanda di mais in Italia, indicativamente fino al 2013. Lo studio Nomisma rileva che da qui al 2013 ''i margini di manovra affinche' l'Italia possa continuare a perseguire un'opzione non ogm diventeranno sempre piu' limitati, se si considera che il mais non geneticamente modificato disponibile sui mercati internazionali, si potrebbe ridurre dagli oltre 43 milioni di tonnellate attuali, a un volume compreso tra i 13 e i 26 milioni''. Secondo lo studio, il commercio mondiale di mais, vedra' quindi nei prossimi anni una quota crescente di prodotto geneticamente modificato, che potrebbe giungere fino all'86% del totale, a partire dal 49% circa stimato nel 2006.
Se fino a qualche anno fa l'Italia era sostanzialmente autosufficiente oggi, a fronte di una produzione nazionale sostanzialmente rimasta invariata e di una domanda crescente, importa un milione di tonnellate di mais. Nel 2001 il tasso di autoapprovigionamento era del 98% nel 2006 è scesa al'87%. I fornitori sono per il 78% paesi europei.
Un'occasione per estrapolare i dati di produzione che riguardano l'Italia: la produzione di mais nazionale (ovviamente tutta no Ogm) è concentrata in Lombardia, Veneto, Piemonte, l'Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia. Cinque regioni del nord quindi, realizzano il 90% della produzione nazionale che, dal 2001 al 2006, è stata in media di 10,4 milioni di tonnellate su una superficie di circa 1,137 milioni ettari.
Secondo lo studio Nomisma, per colmare la domanda di mais non soddisfatta dalla produzione interna, si dovrà aumentare, entro il 2013, l'import netto di oltre 3,4 milioni di tonnellate. fonte -Mipaf
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